PROGRAMMA DELLE MANIFESTAZIONI

per informazioni: Ufficio Turistico Tel / fax 0578 239143

                       

                                                                                                             

     

FESTA DELL'OLIO

 

 

 EXTRAVERGINE DI OLIVA

 

5-6-7 Dicembre

 

 

 

 

Percorso itinerante nelle Cantine del Centro Storico dove tra la rappresentazione di antichi mestieri, gli Olivicoltori del Monte Cetona espongono il loro prodotto offrendo al pubblico piccoli assaggi di prodotti tipici a base di Olio Extravergine, come Pinzimonio, Bruschette all'Olio e Pomodoro, Cavolo e Verza, Minestra Bugiarda, Fagioli e Ceci all'Olio

L'orario di apertura delle cantine è continuato dalle ore 10,00 alle ore 22,00.

Nei giorni della Festa tutti i Ristoranti e Taverne prevedono nei loro menù (a la carta) particolari piatti tipici all'Olio di Oliva.

Le informazioni dettagliate sul percorso nel Centro Storico sono reperibili presso l'Ufficio Turistico di Piazza Garibaldi tel. 0578 239143

 

ascolta lo spot radiofonico di LatteMiele

 

 

C’è un’altra Storia tutta Italiana che non va in onda nei principali mezzi di comunicazione televisivi. E’ una Storia così speciale che non ha bisogno di essere raccontata nei messaggi pubblicitari firmati da illustri registi: quella delle tante persone che ritrovano il gusto di mangiare sedendosi a tavola nelle osterie, trattorie, ristoranti di piccoli paesi come quello di Cetona. Soprattutto durante la Festa dell’Olio extravergine di oliva.

Una Storia che affascina perché legata alle tradizioni, alla consuetudine di un modo di vita che fa fatica a trovare la sua modernità. Per conoscerla basta dismettere per un attimo le abitudini del vivere in città e addentrarsi nel territorio della nostra campagna senese alla scoperta dell’Osteria ricavata nell’antica Torre medievale, la Vecchia Osteria incastonata nel borgo, la rustica Trattoria nella corte di un podere di campagna, il caratteristico ristorante allestito nelle stanze di un vecchio Frantoio o in luoghi più severi come gli ex Conventi del 1500.

Nonostante alcune parti siano mutate è l’autenticità del posto a certificare con le sue mura antiche un luogo e un tempo trascorso ma che sapientemente si intreccia con il presente fin dal momento in cui ti siedi a tavola e avverti l’aroma delle spezie e della farina, l’ardere della legna nel focolare, il profumo di arrosto sulla brace. Ecco che allora scorrendo il menù e la Carta degli Oli proposti dall’Oste, improvvisamente ti assenti dalla realtà di commensale per tuffarti in un passato fatto di immagini, sensazioni, brusii di un dialetto incomprensibile.

Una sequenza temporale ti narra eventi avvenuti precedentemente con scorci di un quotidiano fatto di uomini e donne che arrancano lungo selciati impervi e polverosi che salgono verso le colline degli oliveti. Un lento incedere con i buoi aggiogati, il frusciare degli abiti con i cesti di vimini, il battere del legno delle scale sulla scorsa degli olivi secolari. E’ l’immagine focalizzata della raccolta delle olive in una stagione tanto fredda da gelare le mani che scompaiono tra le fronde per la “brucatura” del prezioso frutto. Le urla dei bambini che riecheggiano ai piedi di una pianta alla ricerca in mezzo all’erba della “cascola”. L’ondeggiante ritorno a casa con la soma ricolma del pregiato prodotto. E così quando nel variare delle sequenze temporali scorgi l’ampolla dell’olio di oliva sul tavolo, la storia continua a narrarti il ricordo di quei pomeriggi dove nell’aria si propagava l’odore acre della “spremitura”. Il rumore sordo nell’inesorabile giro delle ruote di pietra nel frantoio. La premurosa mamma che preparava la merenda al figlio con “pane e olio” per ripetersi di lì a poco nella cena tutta a base di “olio novo” attinto dallo ziro di terracotta.

E così tra la bruschetta di pane intrisa di aglio, una minestra di farro, un cavolo con verza, un piatto di ceci o fagioli, tutto era ed è occasione per amalgamare e impreziosire i piatti con l’olio di questa terra intrecciato con le piccole scene di vita quotidiana che hanno scandito le stagioni di una comunità e che adesso sui tavoli del buon mangiare tornano di nuovo per farsi presente e passato come in un celebre spot pubblicitario dove il “cielo è sempre più blu…”

                                                                                            (Massimo Mercanti)

 

 

 

 

 

dal 5 all' 8 dicembre

 

 

 

 

Le trascorse manifestazioni