Camporsevoli
sorge su una punta rocciosa, contrafforte della Montagna di Cetona.La
grande montagna una volta chiamata Monte Presis (con alcune varianti)
ora non ha un nome proprio, ma prende quello del vicino Comune.
Fino a circa tre milioni di anni fa stava sotto il mare e poi emerse
come un isola. Infatti, con tanta meraviglia, si trova ancora sulle sue
pendici grandi conchiglie fossili a piccole conchiglie vere molto più
giovani.
Il
piccolo borgo di Camporsevoli mantiene tutt'ora ufficialmente il suo
titolo di Castello, il castello dei campi e delle selve. Dell'antico fortilizio ha ancora la pianta circolare, le mura che circondano quello
che fu il cassero, un antica prigione e, naturalmente, le case che con i
secoli hanno cambiato aspetto, inclusa la villa di possente forma a cubo.
Il
luogo è stato sempre posto in dominio strategico sull'alta Val di
Chiana, una volta completamente paludosa, e sulle vie di passaggio tra
nord e sud. Queste si arrampicavano sulla montagna per evitare,
appunto, le paludi impraticabili. Essendo zona boscosa ed isolata fu praticata da briganti e fuorilegge, sempre combattuti dal potere
del momento.Sopra a Camporsevoli vi è un incrocio di sentieri, ora
strade, che ancora si chiama "i Cancelli" perchè doveva essere stato
un punto di guardia, di dogana.
Nel
5° e 4° secolo Avanti Cristo, erano gli Etruschi che vivevano a
Camporsevoli con un insediamento molto importante, come testimoniano i
tantissimi reperti dissotterrati nell'800 nella zona circostante. Sono
stati trovati oggetti di corredo tombale, grandi vasi attici, vasi di
produzione italiana come quelli del Maestro di Micali dipinti con
mano fresca e originale, buccheri, urne cinerarie, cippi di tombe e
anche,molto importante a testimonianza del borgo abitato, un frammento di
tempio. Naturalmente, le case di adesso stanno sopra le fondamenta di
quelle del passato. Le tombe invece erano sparse nei luoghi esterni
all'abitato. Ai Cancelli è stata trovata una necropoli molto primitiva,
ma della ubicazione delle altre si è persa notizia.
Nell'800,
disgraziatamente, l'archeologia comunemente era solo il divertimento ed
il profitto (poco) di ritrovare vasi e gioielli.
Certamente Camporsevoli continuò al tempo dei Romani e i barbari delle
invasioni vi lasciarono le loro tracce.
Nel
Medioevo il borgo fu fortificato e si arricchì di torri. Di tre abbiamo
notizie certe: di uno si vedono ancora le fondamenta rotonde nella casa
più a valle chiamata "Dai Neri", una seconda era nell'angolo
del muro davanti alla Chiesa Parrocchiale. La terza, "la
Penna" , di cui esiste ancora la planimetria in una vecchia carta,
sorgeva all'angolo ovest della villa.Sembra che questa cadesse (o fosse
fatta cadere perche non piaceva all'architetto)durante i lavori di
restauro della villa fatti dal Marchese Domenico Grossi nel 1875.
Comunque,
per tornare al Medioevo, in questo periodo il Castello di Camporsevoli,
era molto in rovina e le campagne circostanti poco abitate anche per la
scarsa fertilità del terreno. I pochi contadini erano assoggettati al
Signore che era anche l'amministratore della giustizia.Nel Palazzo di
Giustizia venivano, infatti, celebrati i processi e le pene capitali
eseguite sul Poggio alle Forche, come tutt'ora si chiama la collina
ricoperta di pini alle spalle di Camporsevoli. Dopo
la morte di Carlo Magno nell'814, il Duca di Chiusi includeva anche il
feudo di Camporsevoli che però, con la veloce affermazione dei
Liberi Comuni , si trova ben
presto nella sfera degli interessi politici della città di Siena,
Orvieto, Arezzo e Perugia. Ognuna di queste cercava di espandere il proprio territorio a scapito delle altre. Dopo tante lotte nel 1290
Camporsevoli si trova definitivamente inclusa nel Comune di Orvieto e vi
figura come piccolo comune rurale. La progressiva affermazione
dell'autonomia del piccolo comune subì un arresto a causa delle dispute
sui diritti feudali delle grandi famiglie Orvietane.Il risultato fu che
Camporsevoli venne data in feudo ai Conti di Corbara con una bolla del
Papa Bonifacio IX il 4 novembre 1398.
Interessante
leggere nei documenti di questa epoca come ben organizzata era la vita
della comunità. Il popolo era rappresentato da un'Assemblea Generale, composta da un uomo per famiglia, che
s'interessava a tutto quello che concerneva il Bene Comune:le strade, le
acque, i diritti di passaggio, le dispute. ecc.
Ma
poi questa ottima organizzazione amministrativa cessò perchè la
popolazione diminuiva in modo vistoso, causa le guerre e le invasioni.
Nel
1462 il nuovo Papa Pio II (Enea Sivio Piccolomini) cedette il Vicariato
di Camporsevoli ai nipoti Giacomo e Andrea in cambio di un tributo
di 10 ducati da pagarsi ogni anno per la festa di SS.Pietro e Paolo.
Nonostante Camporsevoli fosse molto rovinata, la Repubblica di Siena non
vide con piacere questa cessione ai nipoti del Papa ed ottenne da questo
una bolla (20 aprile 1464) in cui si prometteva di rendere Camporsevoli
a Siena qualora la linea dei nipoti si estinguesse.
I
nuovi feudatari Piccolomini si impegnarono molto attivamente per
sviluppare questa regione per tutto il 500 favorendo opere di bonifica, di cultura dei territori inselvatichiti e facendo venire famiglie da
altre parti d'Italia. I colonizzatori furono allettati a venite da
condizioni favorevoli, come la rinuncia del Signore ai prodotti agricoli
per i primi due o cinque anni ed in seguito la consegna di solo un
quarto dei prodotti. Comunque la popolazione rimase sempre molto povera
e l'impossibilità dei vassalli di soddisfare anche i bisogni più
essenziali portava spesso a lunghi conflitti con il Signore. Questi ara
sempre il detentore di tutti i diritti e della giustizia. E' della fine
del 500 il documento di una sentenza emessa nel Palazzo di
Giustizia di Camporsevoli che condannava una donna per essere
"strega, stregona e stregaccia". Si sa adesso che la maggior
parte del tempo queste donne chiamate streghe, anziche fare il male,
facevano il bene sapendo di erbe e di rimedi più efficaci di quelli
della medicina "ufficiale", Oppure erano solo pazze o degli
spiriti indipendenti in contrasto con la potente Chiesa di Roma. La
solita storia!
Nel
1608, quando si estinse la linea diretta dei nipoti di Pio II
l'intero feudo passò alla Repubblica di Siena ormai sotto il controllo
del Granduca Ferdinando di Toscana, ora anche Signore di Camporsevoli.
In questo periodo, il feudo contava circa 700 persone, ma verso la metà
del 600 cominciava la curva discendente che continuerà anche dopo la
soppressione dei feudi in Toscana. In questo secolo i Granduchi, per
rimpinguare le loro casse e per soddisfare il desiderio di potere dei
propri cittadini, concessero titoli nobiliari a chi poteva
permetterseli. Il nobile fiorentino Niccolò Giugni pagò 16000 scudi
per acquistare il feudo di Camporsevoli.
Nel
1749 il Granducato di Toscana, Francesco di Lorena , a seguito delle
rivolte popolari spinte dalla povertà della gente e degli abusi dei
feudatari, emanò una legge che poneva molti limiti all'autorità dei
Signori. Un'altra legge del 1777 del Granduca Leopoldo I
trasferiva la comunità di Camporsevoli a quella di S.Casciano
dei Bagni restando ancora infeudata al Marchese Giugni di quel tempo.
Poi l'invasione della Toscana da parte delle forze armate francesi
portò nel 1806 all'abolizione completa dei diritti feudali.
A
questo punto Camporsevoli fu comprata da Sebastiano Grossi,trovandosi il
Marchese Giugni in gravi difficoltà economiche, dovute anche a una
giovane moglie, pare, molto spendacciona. Con una nuova amministrazione
e una nuova disponibilità di fondi, Camporsevoli ritrovò ricostruzione
e benessere. L'Antico castello fu restaurato secondo i gusti del
momento diventando villa e anche tutti gli altri edifici furono
restaurati e messi in uso-scuderie, granai, cantine ecc.. L'economia fiorì e Camporsevoli, quasi del tutto auto sufficente, diventò centro
agricolo molto attivo e redditizio.
Nel
1860 la Toscana fu annessa al Regno d'Italia e questa seconda
parte dell'800 vide la calma, agiata, allegra vita dei nostri nonni in
un tempo scandito dalle stagioni e dai raccolti, in uno spazio tracciato
da strade impervie percorse da cavalli e lente carrozze.
Come
nel resto del mondo, dopo la prima guerra mondale, l'agricoltura vecchio tipo in luoghi collinosi e poco fertili diventò sempre meno redditizia a dopo la seconda guerra mondiale questo tipo di proprietà
terriera diventò un peso con poco guadagno. Gli attuali proprietari si
sono attivamente adoperati per il recupero del territorio, attraverso
lavori di consolidamento e di restauro delle vecchie case dei contadini
che erano in stato di abbandono e di degrado.
I
boschi e il luogo isolato hanno portato adesso Camporsevoli, dopo tanta
storia di lotta, ad essere un angolo di pace , luogo di vacanza lontano
dai rumori e dalla folle. E' un incanto secolare che va avanti
cambiando con i tempi